Ciclabile della Val Rosandra

Il 29 Aprile 2012, in modo del tutto inaspettato, siamo andati a percorrere questa bellissima ciclabile che parte da Trieste e arriva in Slovenia attraversando la Val Rosandra.

Questa ciclabile era nella mia testa da tanto, poi per un motivo o per l’altro è stata sempre rimandata; come spesso accade, qualche ora prima e senza preavviso la cosa si è concretizzata, portabici installato, borse pronte, olio alla catena e via!

La ciclabile della Val Rosandra va inquadrata nel suo contesto storico, i siti in merito sono molti, ne cito qualcuno:

http://it.wikipedia.org/wiki/Val_Rosandra

http://vcomeviaggiare.freehostia.com/2007/09/22/la-vecchia-ferrovia-in-val-rosandra/

Noi siamo partiti dall’inizio, a Trieste in via Gramsci dove si trova il parcheggio “scambiatore”. Da li una continua leggera salita prima su fondo cementato rosso poi su sterrato compatto con alle spalle il golfo di Trieste passando per gallerie e viadotti, molto appagante.

La seconda parte del tracciato è completamente diversa, si entra in Val Rosandra nel classico paesaggio carsico, di passa il confine e si arriva in Slovenia, al capolinea, Erpelle.

Avendo piu’ gamba e piu’ tempo per prepararsi da qui si potrebbero intraprendere nuove avventure. Per noi basta cosi’, 50 minuti di discesa filata e l’esperienza è conclusa con un bel retrogusto di libertà.

I dintorni di Pian de Coltura

Cronaca di una escursione non annunciata! Infatti il lunedì di pasquetta era cominciato con un programma minimo, il tempo era molto incerto, siamo andato a trovare i nostri amici Alberto e Laura in quel di Lentiai per passare dei momenti piacevoli a tavola e per poi eventualmente fare una passeggiatina.

Destinazione quindi verso la zona di Pian de Coltura, sopra Lentiai e nello specifico all’agriturismo Col de Ru. Gran posto, ottima mangiata fatta di sapori tipici. Si va a pagare, chiediamo al gestore per qualche semplice itinerario, gentilmente ci dona una cartina del luogo e ci da indicazioni per una passeggiatina di una oretta nei paraggi.

Si parte ma si sbaglia clamororamente la via del ritorno, morale della favola, quattro ore di escursione, godevolissima, in una zona a noi (e credo a molti) sconosciuta. Ecco la mappa e la fotocronaca!

Da Monselice a Spinea correndo sugli argini

Siamo partiti dalla stazione di Mestre, binario 10, muniti delle nostre MTB (ma sarebbero andate bene anche delle normalissime bici da passeggio), dei biglietti del treno per Monselice e dei biglietti per le biciclette.  Arriva alle ore 11.09 il treno 2231, carichiamo tutto e puntulmente scendiamo alle ore 11.48.

MonseliceDa qui imbocchiamo via Trento e Trieste e la riviera Belzoni e siamo nel centro storico di Monselice. Si va su alle 7 Chiesette, si scende, si passa per la piazza e dopo questo dovuto sopraluogo artistico prendiamo via del Porto, ovvero l’argine sinistro (guardando Padova) del canale battaglia e da questo momento le vie d’acqua non ci abbandoneranno più fino a casa.

Su strada a momenti sterrata ma ben battuta, a momenti asfaltata ma comunque sempre o preclusa al traffico motorizzato o ad accesso limitato ai residenti arriviamo a Battaglia Terme.

Giro d’obbligo per il centro anche qui e si prosegue. Arriviamo all’area attrezzata per la sosta vicino al castello Catajo. E’ il momento giusto per pranzare (perchè il castello apre alle 14.30).

Attendiamo l’apertura rosicchiando panini e poi parte la visita guidata. Questa termina alle 16 e riprendiamo per bici per continuare verso la stessa destinazione, sulla stessa strada. E’ bello constatare che “al di qua” del canale ci siamo noi, in tranquillità, tra il verde, “al di la’” c’e’ gente in coda ai semafori. Appagante!

Il verde si dirada per dar spazio alla città, siamo a Padova, al Bassanello. Grazie ad un sottopassaggio evitiamo il trafficato incrocio e arriviamo sul lungargine scaricatore, affollato di gente che passeggia. Lentamente lo percorriamo tutto seguendo le sue curve naturali fino ad incorciare via Vigonovese. Passiamo il ponte, cambiamo argine, cambiamo fiume, siamo nell’argine Destro del Piovego. E’ la parte più “degradata” del percorso ma, sempre ben chiara.

Non ci si perde anzi, arrivati a Camin, passiamo il ponte e cambiamo argine, il nome cambia poco, argine Sinistro del Piovego (in verità c’e’ stata anche una pausa gelato….) e sempre avanti, passiamo sotto l’autostrada A13 e arriviamo a Noventana in prossimità del ponte per Tombelle/Vigonovo.

Procediamo dritti, per il centro di Stra, giriamo a destra per via 4 Novembre ed arriviamo ad incrociare la strada statale della riviera del Brenta. Non andiamo ne a destra (VE) ne a sinistra (PD) ma dritti, per via Tergola. Sempre dritti fino alla rotonda, passiamo il ponte sulla desta e sulla sinistra inizia uno sterrato. E’ l’argine del canale Serraglio, segnato e con indicazioni specifiche. Non lo abbandoniamo, lo seguiamo, un po a destra e un po a sinistra, incrociamo strade e le passiamo.

Attraversiamo “sul retro” prima Strà, poi Fiesso d’Artico, poi Dolo. Arriviamo a Cazzago di Pianiga e andiamo ancora dritti su strada battura in tutto relax. Il Serraglio termina tuffandosi nel canale Nuovissimo. Giriamo quindi a Sinistra (a destra si va a Mira). Percorriamo ancora l’argine, arriviamo a Marano Veneziano, ancora avanti, siamo a Mirano.

Qui finisce l’argine e il nostro giro, manca ancora poco per arrivare a Spinea ed il contachilometri segnerà 47Km! Sembrano molti meno, un bel giro nel verde, sicuro, culturale, appagante!